Perché tornare in Emilia Romagna

Perché tornare in Emilia Romagna

Perché tornare in Emilia Romagna? Lo abbiamo chiesto a Jake L. Morrow, professore associato del Birmingham Southern College di Birmingham in Alabama, Stati Uniti, che anche quest’anno ha scelto la nostra regione e i nostri servizi di food & wine tour privati come Educational Trip per i suoi studenti di Business & Administration. In effetti sono 10 anni proprio nel 2019 che il BSC college fa tappa a Bologna e in Emilia Romagna.

La risposta è stata “se sono soddisfatto, perché dovrei cambiare?” In breve, il Prof Bert ha conosciuto la realtà di Bologna durante i suoi studi di ricercatore, e ha trovato nell’Emilia Romagna un’area vocata per la produzione alimentare, per approfondire il cibo anche in termini scientifici, ad esempio, prodotti a sviluppo naturale vs. prodotti OGM, soprattutto se parliamo di più di 10 anni fa. In seguito, dovendo organizzare un Educational  & Leisure Trip in Italia, ha scelto una meta meno convenzionale delle più famose Roma, Firenze e Venezia. Ha scelto Bologna. E tutt’oggi la sceglie come base logistica per mostrare ai suoi studenti l’aspetto economico e produttivo del comparto agro-alimentare della nostra regione, e per visitare le città d’arte che in poco tempo può raggiungere con l’Alta Velocità.

Si è affezionato al luogo e alle persone. In Europa, l’Italia è il Paese che preferisce. Adora tornare nel suo ristorante preferito e sentirsi accogliere come uno della famiglia. Gli piace lavorare con la sua storica guida turistica, Daniela Bigatti, che da anni li accompagna in questo itinerario alla scoperta delle realtà di eccellenza dell’Emilia Romagna. Gli piace far vivere ai suoi studenti e ai suoi colleghi un’esperienza “local”, autentica. Bologna è Bologna, non un luogo standardizzato e troppo turistico.

L’itinerario di quest’anno è stato particolarmente ricco e variegato, specchio fedele del patrimonio enogastronomico e – non solo – che da anni, in tutto il mondo, è simbolo di artigianalità, Made in Italy, e creatività. La Food Valley e la Motor Valley d’Italia.

Dal prestigioso marchio di automobili di lusso della bolognese Lamborghini al mondo sorprendente dell’Aceto Tradizionale di Reggio Emilia DOP; dallo spettacolo infinito delle forme di Parmigiano Reggiano DOP in stagionatura al sapore dolce e inconfondibile del Prosciutto di Parma DOP; dallo spettacolo affascinante di veder nascere la pasta, come la facciamo noi davvero in Italia, al bellissimo panorama sulla città che ci offre San Michele in Bosco sui primi Colli di Bologna, a pochi passi dal centro storico. Dall’esperienza di vedere come si produce la vera Mortadella di Bologna in una food experience a FICO Eataly World al fascino timido ma avvolgente degli ulivi di Brisighella, in terra di Romagna. le antiche mura di uno dei più bei borghi d’Italia, l’olio d’oliva, il Sangiovese e gli strozzapreti al ragù di Bianca Romagnola.

Se dovessimo rispondere noi alla domanda perché tornare in Emilia Romagna, diremmo perché non si finisce mai di imparare. Ogni viaggio è diverso e porta con sé l’emozione di quel viaggio. Ogni viaggio è fatto dalle persone che incontri, dai sapori di quel luogo, dall’esperienza che vivi in quel momento, dal racconto fotografico che ti offre il paesaggio. Un esempio? I colori autunnali che vestono le viti delle nostre colline, il sole che picchia forte sulle balle di fieno nei campi di grano in estate, la neve di gennaio che ricopre i tetti rossi di Bologna, e persino la nebbia che – se viaggi al calduccio dell’automobile coccolato da guida e autista – ti regala un’immagine onirica e, per alcuni, addirittura romantica della Pianura Padana.

Senza voler essere troppo campanilisti, l’Emilia Romagna offre un’immensa varietà di paesaggi, torri e castelli medievali, musei e monumenti, eredità di secoli di storia, guerre e dominazioni diverse. È una terra dalla potente cultura gastronomica ed è ben organizzata per accogliere foodies e viaggiatori da tutto il mondo, tanto che si è guadagnata l’appellativo di “ultimate foodies destination”.

Un esempio culinario di varietà? I 23 formati di pasta tipici dell’Emilia Romagna. Tra i più noti, Tortellini, Lasagne, e Tagliatelle: pasta rigorosamente all’uovo tirata a mano con il mattarello, una tradizione che si può imparare in una divertente cooking class, guidati da una vera sfoglina emiliana.

 Varietà perché la cultura del cibo si rafforza e si tramanda nelle ricette della nonna, nella dedizione necessaria per far affinare l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con un lungo lavoro di rincalzi e travasi per almeno 12 anni, nel portare avanti il concetto di terroir e sapere che un vino non può essere standardizzato. Ogni anno sulle colline di Bologna e di Castelvetro si vendemmia con l’obiettivo di riproporre i vini già in carta nei ristoranti più prestigiosi. Ma di fatto, ogni vino porta con sé l’annata, il clima e le persone che lo hanno allevato sin dalle prime gemme. Racchiude profumi e sfumature sempre diverse. Il vino racconta un territorio, che significa famiglia e agricoltura. Il vino, così come il cibo, diventa vero e importante solo se lo condividi.

Noi di Emilia Storytellers lavoriamo per condividere il nostro territorio a 360°. E siamo felici di accogliere chiunque arrivi o ritorni in Emilia Romagna e farlo sentire a casa. Quindi, secondo noi vale la pena di tornare per sentirsi a casa.

Grazie al Prof. Bert per la sua fedeltà e l’onore di averlo ogni anno come nostro ospite e a tutte le aziende partner che ci hanno ospitato. Arrivederci all’anno prossimo!

Katia Perdicaro – Founder of Emilia Stoytellers

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