Panini, la storia della figurina nasce a Modena

Panini, la storia della figurina nasce a Modena

Ricordo ancora quando da bambino mio padre mi accompagnava in edicola a comprare le figurine Panini…

Era un evento che aspettavo con trepidazione tutta la settimana. Me ne comprava sempre qualche bustina e io le aprivo subito, senza aspettare nemmeno un secondo. “Celo, celo, celo, manca” (Ndr – per chi non lo sapesse, è il ritornello canticchiato dai bambini mentre sfogliano avidamente le figurine dei calciatori).  Molte delle figurine che trovavo erano dei doppioni, ma la cosa non mi rendeva triste perché sapevo che il giorno dopo avrei potuto scambiarle con i miei compagni di scuola, riuscendo finalmente a completare la difesa del Bologna, che da troppo tempo aveva molti riquadri vuoti sulle pagine del mio album. Senza contare poi gli anni che la figurina di Roberto Baggio ha passato nel mio portafoglio, come se fosse un santino protettore.

Questo e molto altro hanno rappresentato per me e per molti bambini di tante generazioni le figurine Panini. Chi non ha impresso nella mente quella magica rovesciata che contraddistingue le figurine Panini del calcio? L’incredibile gesto tecnico del giocatore della Juventus e della Nazionale Carlo Parola è diventato un’icona che ha oltrepassato qualsiasi confine, arrivando in tutte le parti del globo, creando un immaginario immediatamente riconoscibile.

Tutto questo ha avuto come punto di partenza Modena, dove nel 1961 i fratelli Panini, Giuseppe e Benito, fondarono l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini. Forti dell’esperienza maturata al chiosco di giornali della madre in Corso Duomo nel centro di Modena, i due, dopo aver ritrovato casualmente un lotto di vecchie figurine delle “edizioni milanesi Nannina”, decisero di commercializzare questa ridotta stampa adesiva da collezione con i volti dei beniamini del calcio italiano.

Fu l’inizio di qualcosa di storico e innovativo. Due anni più tardi l’azienda si ingrandisce con l’ingresso degli altri due fratelli, Umberto e Franco, e comincia a diventare la storica società che ancora oggi è leader nel settore. La gestione rimane familiare fino al 1988, passando poi di proprietà a due società straniere, ritornando ad essere italiana al 100% nel 1999. Per qualche tempo la proprietà è cambiata, ma il logo classico, un paladino con una lunga lancia (che rimanda allo pseudonimo usato da Giuseppe nel mondo delle parole crociate, altra sua grande passione), è rimasto invariato, così come lo è tutt’ora.

Il gruppo Panini oggi conta filiali in Europa, USA e America Latina, con una distribuzione in più di 120 paesi, ma il suo cuore pulsante rimane sempre nella bellissima città emiliana. In qualità di gruppo editoriale, la Panini pubblica anche albi a fumetti (Marvel e Disney), manga e altri magazine. È incredibile come dopo tanti anni questa azienda modenese sia ancora in grado di farci sognare e viaggiare con la fantasia.

Quest’anno la raccolta delle figurine dei calciatori arriva a essere la 58esima. Il primo anno di produzione una bustina costava 10 vecchie lire (pari a circa 0,5 centesimi di Euro) e conteneva solo 2 figurine. Un investimento in prospettiva, se pensiamo poi che alcuni esemplari oggi sono valutati alle aste per più di 100 euro.

La passione per questi oggetti così peculiari non si è però fermata solo al calcio, ma negli anni a seguire ha cominciato ad interessare anche cartoni animanti, fumetti, film e serie televisive, crescendo in tal modo in numeri di produzione; in media nelle ultime stagioni sono state prodotte 1 miliardo di bustine all’anno, ossia 6 miliardi di pezzi, quasi uno per ogni abitante della terra! Pochi anni prima della sua morte, precisamente nel 1992, Giuseppe Panini donò alla città di Modena tutta la sua collezione di oggettistica radunata nel corso della sua vita. Questo atto di generosità è stato solo uno dei tanti compiuti da Giuseppe, che in molteplici occasioni aveva già dimostrato di amare fortemente la propria città, come quando organizzava proiezioni di fotografie storiche estive in Piazza Grande, o come quando prese la decisione di fondare del Gruppo Sportivo Panini, una delle più importanti società al mondo nella pallavolo.

In suo onore nel 2006 il Comune ha deciso di istituire un Museo della figurina, che accoglie tutta la collezione donata. Una raccolta davvero ampia, che conta all’incirca mezzo milione di esemplari, che spazia da piccole stampe a colori, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, menu, calendarietti, etichette di alberghi ed ovviamente figurine.

All’interno del museo ci si può perdere tra “grandi armadi da sfogliare”, che raccontano la storia dagli albori della stampa cromolitografica fino alla figurina contemporanea. Il museo, situato all’interno del Palazzo di Santa Margherita, è costituito da 6 sezioni permanenti, a cui si aggiungono le mostre temporanee che decorrono più volte all’anno. Il mito della figurina Panini è l’ennesima eccellenza che si va ad aggiungere all’”album” di tutte le altre appartenenti a Modena. Una collezione davvero vasta, ma facile da completare se si visita con entusiasmo e voglia di scoprire, sfogliando tutte le sue pagine.

Un motivo in più per visitare Modena, patria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, meta degli amanti dei motori per i marchi prestigiosi di Ferrari e Maserati, e destinazione ambita dei super foodies che arrivano da tutto il mondo per provare l’esperienza culinaria offerta dal pluri-premiato chef Massimo Bottura de L’Osteria Francescana.

Ti aspettiamo per esplorarla insieme nel nostro Modena Walking Food Tour

Simone Grassi, Emilia Storytellers

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