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5 Motivi per visitare Modena tra tipicità e botteghe storiche. Oltre i soliti.

Modena, è il cuore dell’Emilia più laboriosa, che si unisce alla Romagna, entrambe terre splendide e diverse, politicamente e con/senza trattino: la regione Emilia Romagna, di cui Bologna è capoluogo di regione. Modena e Bologna, confinanti, amiche (a noi piace pensarla così, oltre le sfide e le annose contrapposizioni) e storicamente rivali per secoli distano una cinquantina di km e racchiudono in questa strisciolina una moltitudine di prodotti tipici, che vanno oltre il valore del Made in Italy all’estero e delle DOP. Perché?

Perché la vera sfida è vivere Modena, qui ed ora.

Da sempre più parti del mondo, giungono turisti e visitatori per assaggiare i tortellini da un lato e guidare una Ferrari dall’altro. Questo binomio ha valso a Modena-Bologna l’appellativo internazionale di “Food and Motor Valley“.

Questo articolo non si soffermerà capillarmente sui capisaldi di Modena, che per lo più noti a tutti, senza togliervi importanza, dato che sono stati e sono il volano di tutto; noi vorremmo concentrarci sull’aspetto popolare, locale, autentico che mette Modena in una posizione decisamente al di fuori dei circuiti più turistici che speriamo continui a conservare e preservare intelligentemente.

Consapevoli e grati del ruolo di Ambasciatori nel mondo di Modena, citeremo in breve coloro che hanno dato lustro alla città, rendendola attraente agli occhi dei visitatori più diversi: Ferrari Museums per gli amanti delle auto sportive, siamo nella cosiddetta Motor Valley; Modena deve un enorme grazie al tenore modenese Luciano Pavarotti‘ che l’ha resa la  “Città del Bel Canto” portando a Modena per la prima volta artisti del calibro di Bono Vox per il Pavarotti International Festival. Chi non ricorda il loro duetto  “Miss Sarajevo” – scusate mi vengono i bridivi…. ; dal canto alla cucina di eccellenza con colui che più di tutti ha sfidato, lavorato e creduto nel suo futuristico (a quei tempi) progetto di cucina, lo Chef Massimo Bottura che NON ha mai mollato nei momenti di sconforto e oggi da tutto il mondo vogliono venire a Modena per vivere l’esperienza unica di un connubio tra piacere, sapori inediti e classici; un momento indelebile, fluttuante, ma concreto come il richiamo in ogni piatto alla modenesità, dal Cotechino al Tortellino, dalla pluripremiata Michelin 3 stelle Osteria Francescana, all’innovativo progetto di solidarietà che vede in prima linea la moglie Lara Gilmore  Il Tortellante Association, una delle esperienze che offriamo come Emilia Storytellers, consapevoli che è un atto e un progetto di grande umanità grazie alle tante figure professionali che lavorano davanti e dietro le quinte per portare avanti qs progetto dove la il tortellino è l’abbraccio che unisce fragilità, quotidianità e vita reale; L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il cosiddetto Oro Nero di Modena, il Duomo e la Ghirlandina, patrimonio Unesco, Tortellini e Lambrusco – quello che non vi aspettate, perché i produttori di qualità a Modena sanno il fatto loro, e – lo scoprirete con noi se vorrete – e così via.

  1. Il nostro approccio personale

Non vi sono artefatti. Siamo cresciute in questo territorio, abbiamo studiato per poter svolgere questa professione; ma chi sceglie Emilia Storytellers credo debba sapere che sarà un approccio personale con voi e con i produttori che vi faremo conoscere. Questo perché ci si conosce tutti e siamo in famiglia!  State festeggiando qualcosa di importante? Fatecelo sapere e faremo di tutto per sorprendervi.

  1. Modena destinazione fuori dal turismo di massa

Lo respirerete subito. A questo proposito, vi sconsigliamo agosto perché seppur abituati al caldo umido della città, Modena si prende una pausa. Molti negozi ed esercenti vanno in vacanza, come very local, perché questo è uno dei pochi momenti dell’anno in cui possono permetterselo. Discutibile? Per noi ci sta, rimangono fedeli a un turismo di qualità che non per forza deve rimanere attivo nel mese peggiore in cui trovarsi a Modena. C’è chi si concede anche solo un weekend al mare, una boccata di aria fresca sulle Dolomiti o le alpi, per rigenerarsi in  virtù della ripresa a settembre.

A settembre Modena è bellissima.

Città non turistica si traduce in niente file, niente attese infinite, niente turismo di massa, durante il nostro Walking Food Tour. Avremo i nostri spazi dedicati, vivremo l’atmosfera vibrante del mercato Albinelli, la città è viva, e potremo raccontare e presentarvi i produttori i personaggi che tutti conoscono, portarvi dove solitamente facciamo la spesa.

Ora non posso non ringraziare coloro che come pionieri per primi dagli Stati Uniti hanno percepito le potenzialità di Modena, circa 6 anni fa: Travel Writer e Fotografi professionisti Lori and Angelo Sorrentino che alla ricerca di nuove destinazioni Slow Travel e Eat Local hanno mostrato Modena così com’è ancora, forse oggi ancora più fervida, ma dal carattere fortemente locale, autentico, scrivendo e pubblicando sul loro Travel Blog Slow-Travel Travlinmad  un articolo veritiero e appassionato article – che ci ha fatti conoscere oltreoceano. WOW.

  1. Modena autentica e in pochi passi

Il grazioso centro storico è alla portata di tutti, in pochi passi ci godremo Cappuccino e Gnocco Fritto, le specialità genuine dello Storico Mercato Albinelli,  l’Aceto Balsamico tradizionale, il gelato della nostra gelateria preferita e i dolci tipici modenesi. Tutto questo in pochi passi, tra Duomo, monumenti, Ghirlandina, viuzze, piazze e angoli inediti dove raccontarvi tante storie…

  1. Le storie degli emiliani. I modenesi sono laboriosi e instancabili, ma amano fermarsi a raccontare!

Felici di poter vedere come non mai tanti ospiti di ogni nazionalità, i modenesi saranno felici tramite il nostro supporto linguistico di mostrarvi quanto lavoro si nasconde dietro a un prodotto di qualità, di fare semplicemente due chiacchiere, e magari di svelarvi qualche ricetta di famiglia.

Il cuore del nostro tour in centro storico ha come fulcro l’ Albinelli Food Market (nell’immagine in copertina mi trovo proprio all’Albinelli per assaggiare un po’ di ricotta fresca e comprare 1 kg di Parmigiano Reggiano. Fra l’altro, per chi non lo sapesse, si è creata una meravigliosa liaison tra l’Albinelli e il famosissimo London’s Premier Food Borough Market .

Al mercato potremo scoprire e assaggiare le paste fresche, il prosciutto crudo di Modena e i salumi nostrani, il Lambrusco che è molto meglio a Modena se non si conoscono le giuste marche da acquistare all’estero, accanto ad antichi restauri di come era l’Albinelli quando l’allora Sindaco Luigi Albinelli nel 1931 ne volle la costruzione come mercato coperto e con la migliore igiene possibile.

Vivremo il brulicare di chi fa la spesa, di chi si ferma a mangiare per pranzo in pausa dal lavoro ogni giorno e assaggeremo le tipicità di Modena, dal salato al dolce.

  1. L’italiano ed il Mudnés. Il dialetto locale come parte dell’esperienza.

Per chi arriva dall’estero, sappiamo che è importante fornire informazioni pratiche e indicazioni per poter apprezzare la nostra regione, in primis menu, gastronomia, e non cadere in cliché del tipo “devo mangiare tutto quanto elencato in menu”?

In più vi daremo qualche input anche sul dialetto modenese, che è considerato parte integrante della cultura e assolutamente da preservare. Modena in dialetto si pronuncia “Mòdna”.

Una curiosità che addirittura rompe le regole grammaticali riguarda uno dei nostri assaggi preferiti. Gnocco Fritto e Prosciutto Crudo di Modena. Seppur si debba dire LO Gnocco, a Modena vi è molto fermento (oserei dire agitazione!) nell’esclamare a gran voce che si può fare un’eccezione perché per il popolo è sempre stato “IL gnocco“.

Chi non conosce il blog ModenaeDintorni ? Foto e immagini di Modena e Dintorni per gli appassionati dei viaggi e della fotografia.

Vi abbiamo convinto? Vi aspettiamo a braccia aperte!

Katia Perdicaro – Founder of Emilia Storytellers