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IL 31 GENNAIO MODENA CELEBRA SAN GEMINIANO

IL 31 GENNAIO MODENA CELEBRA SAN GEMINIANO

Non tutti sanno che all’interno della cripta del maestoso Duomo che domina la Piazza Grande di Modena sono conservate le spoglie di San Geminiano, il santo patrono della città. In suo onore il giorno 31 gennaio si celebra una festa cittadina, giornata che tutti i modenesi aspettano con grande impazienza; tutti luoghi più amati del centro storico si vestono a festa e la gente si riversa nelle sue strade, in compagnia di familiari e amici.

La figura di San Geminiano è strettamente legata alla città di Modena. Nato nella vicina Cognento nel 313, divenne poi intorno al 350 vescovo della città, eletto dal popolo per la sua umiltà, bontà e amore per i poveri. Geminiano era uno stimato evangelizzatore ed esorcista (secondo le cronache il migliore dell’Impero Romano d’Occidente); la prova è raffigurata su un bassorilievo che si trova sull’architrave della Porta dei Principi del Duomo di Modena, dove si vede il santo intento a compiere un esorcismo sulla figlia dell’imperatore Gioviano a Costantinopoli. Alla sua figura sono legati diversi miracoli e storie, in cui Geminiano si guadagna di diritto il ruolo di protettore dei modenesi. Non esiste cittadino che non sappia di quando Geminiano afferrò per i capelli un bambino che stava cadendo dalla Ghirlandina salvandogli così la vita, o di quando nel 1511 apparve sotto forma di uno spaventoso vecchio a Carlo D’amboise e alle sue truppe francesi che stavano marciando su Modena, spaventandoli a tal punto da farli retrocedere precipitosamente.

La leggenda più importante e ricordata (anche se anacronistica) di certo è quella avvenuta durante le invasioni barbariche nel 452, quando fu in grado di proteggere Modena dall’arrivo di Attila e i suoi Unni, intenzionati a depredare la città; il santo fece alzare una fitta coltre di nebbia che rese impossibile individuare l’agglomerato cittadino, salvando così la popolazione dall’orda barbarica.

Il 31 gennaio di ogni anno viene aperto il sarcofago che contiene le ossa del santo ricomposte e vestite con abiti liturgici, di modo che tutti i modenesi e non possano rendere omaggio a colui che da tempo immemore protegge la città emiliana. Il Duomo custodisce le sue reliquie da più di 1600 anni. Di fatto, l’edificio così come lo conosciamo oggi è la terza edificazione costruita attorno alla tomba di San Geminiano: inizialmente i cittadini vi costruirono un tempietto, successivamente una chiesa e infine nel 1099 cominciarono i lavori che avrebbero portato al maestoso edificio tanto ammirato. In questo stesso luogo in tarda mattinata si tiene la Santa Messa celebrata dall’arcivescovo, alla quale, come da tradizione, sono presenti anche una delegazione con gonfalone della città di Pontremoli, il cui santo patrono è lo stesso San Geminiano, e una delegazione di San Gimignano, altra cittadina toscana di cui Geminiano è il Santo protettore.

L’evento della giornata più atteso da locali e turisti è però il Corteo Storico, una sfilata in costume preceduta dalla banda per le vie del centro adornato con bandiere e stendardi. Le figure dell’autorità cittadina marciano dal Municipio al Duomo, seguiti dalla folla attorniante. I valletti comunali, vestiti con abiti rinascimentali dai colori simbolo della città, giallo e blu, portano in dono grandi ceri e l’olio per la lampada che serve per alimentare la fiamma perpetua che arde nella cripta del santo.

Oltre a questa sfilata, i più allenati possono cimentarsi nella Corrida di San Geminiano, una gara podistica su strada che fa tappa al paese natale del santo e ritorna in città, per un totale di 13.5 chilometri.

Per tutti coloro che vogliono farsi tentare dalle golosità e specialità dell’enogastronomia locale, le strade sono piene di ambulanti, bancarelle e postazioni di street food che propongono tutte le tipicità modenesi ed emiliano-romagnole, dallo gnocco fritto alle tigelle, persino il tortellino da passeggio; un’occasione per tutti i foodies che vogliono godersi la giornata di festa al meglio; una opportunità a cui sarà praticamente impossibile resistere.

Bambini con zucchero filato e palloncini, vecchi amici che bevono un caldo vin brulè, ragazzi che si scaldano le mani con le caldarroste; immagini che colorano e animano Modena nel suo giorno più felice.

Anche se si preannuncia un 31 gennaio molto freddo, contiamo che il sole risplenda sulla città di Modena. In ogni caso, ci si può scaldare con un buon bicchiere di Lambrusco e se ciò non bastasse, si può entrare in una delle tante trattorie storiche della città per godersi un piatto fumante di Tortellini in brodo…Più Emilia di così non si può!

Simone Grassi, Emilia Storytellers

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