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5 BORGHI DELL’EMILIA ROMAGNA

borghi dell'Emilia Romagna

5 BORGHI DELL’EMILIA ROMAGNA

Lungo la Via Emilia, tra valli e pianure, si nascondono paesi che hanno resistito al tempo che passa, borghi che racchiudono ancora storie di un lontano passato e dove si può riviverlo. Perdersi tra strette stradine di pietra, ammirare paesaggi sconfinati da rocche imponenti, respirare la storia di antiche battaglie e leggende dimenticate è ancora possibile se si sa dove andare.
Ecco allora 5 borghi dell’Emilia Romagna da non perdere:

BOBBIO

Situato in provincia di Piacenza, tra il fiume Trebbia e il monte Penice, il borgo di Bobbio ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale, con le sue stradine di ciottoli e innumerevoli chiesette. La storia di questo borgo è strettamente legata alla costruzione della sua abbazia, fondata nel 614 dal monaco irlandese San Colombano. Il simbolo iconico di Bobbio è il ponte del Diavolo (o ponte Gobbo), ponte romanico lungo 280 metri dalle undici volte (ciascuna con una misura diversa) che attraversa il fiume Trebbia. La leggenda vuole che fu il diavolo stesso a costruirlo, in seguito a una sfida proprio con San Colombano. Prima di attraversare il ponte per lasciare la cittadina si dovrebbe fare una sosta per provare il piatto tipico di questo luogo, i maccheroni alla bobbiese, strisce di pasta arrotolate attorno ad un ferro da maglia servite generalmente con ragù di funghi di sugo stracotto.

GUALTIERI

Scendendo lungo la Via Emilia, in provincia di Reggio Emilia si incontra Gualtieri, piccolo borgo dalle geometrie perfette. La struttura urbanistica del borgo infatti è stata progettata come una corte rinascimentale ben attrezzata. La piazza è il punto più caratteristico del paese, per la grandezza e la forma perfettamente quadrata di 100 metri di lato, con portico su tre lati. Il progetto si deve dall’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti detto l’Argenta, che ha progettato anche Palazzo Bentivoglio, residenza dei marchesi di Gualtieri, che si affaccia sulla piazza rinascimentale di fronte alla Torre dell’Orologio. L’architettura di questo spazio ricorda molto le prospettive e le atmosfere dechirichiane. Proprio all’interno del Palazzo Bentivoglio è custodita un’importante collezione di quadri che comprende opere di De Chirico, insieme ad altri nomi come Balthus, Guttuso, Mazù, Ligabue e altri.

DOZZA

Poco distante da Imola, nella valle del Sellustra, si erge il borgo medioevale di Dozza. Questo suggestivo borgo possiede una caratteristica che lo rende unico nel suo genere; il visitatore si troverà a vagare per le sue stradine immerso in dipinti e murales che appaiono sui muri di tutte le case. Qui infatti ha luogo la Biennale del Muro Dipinto, che si svolge dal 1965, dove artisti internazionali contemporanei danno libero sfogo alla loro arte sulle pareti, rendendola così un vero museo a cielo aperto. Paesaggi surreali, animali fantastici e colorati personaggi si alternano lungo le pareti delle strade, creando un ambiente quasi fiabesco e onirico. In cima al paese si trova la Rocca Sforzesca, voluta da Caterina Sforza. I sotterranei sono ora sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, che offre una selezione di più di 800 etichette di vini spesso da vitigini autoctoni della regione. Perché non cominciare da qui un viaggio eno-gastronomico alla scoperta dei vini dell’Emilia Romagna?

BRISIGHELLA

Nel cuore della Valle del Lamone, a 10 kilometri a sud di Faenza, quasi al confine con la Toscana si incontra Brisighella, antico borgo medioevale con la vocazione all’ospitalità e al turismo sostenibile. Tre punti del paese sono sopraelevati rispetto al borgo, da cui torreggiano tre edifici storici: la Rocca Manfrediana, con 3 torri cilindriche, ora sede del museo della civiltà contadina; il Santuario del Monticino e la Torre dell’Orologio. Da quest’ultimo monumento costruito nella fine del XIII secolo che domina il borgo si ha una fantastica vista sui calanchi gessosi che circondano la zona. La passeggiata per questo borgo è resa ancor più piacevole se si attraversa la cosiddetta Via degli Asini, un lungo “corridoio” sopraelevato con il tetto coperto di travi e il pavimento in pietra, che serviva durante il medioevo come baluardo difensivo e da passaggio per gli animali da soma. Alla fine della visita si lascerà il borgo carichi proprio come animali da soma, portandosi a casa due prodotti tipici del luogo, l’olio extravergine d’oliva “Brisighello”, certificato DOP europeo e il carciofo Moretto, che nasce spontaneo nei calanchi dell’Appennino brisighellese.

SAN LEO

Non tutti sanno che San Marino non è l’unica città fortificata della zona confinante con le Marche. In provincia di Rimini, in mezzo alla Valle del Marecchia, San Leo osserva tutta la vallata fino al mare, imperante e maestosa. Questo piccolo borgo conserva storie di prestigio e cultura, essendo stata scelta come sede della casata dei Montefeltro, che la hanno resa allo stesso tempo un centro di cultura e una fortezza inespugnabile. “La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese”; così la definì Umberto Eco. I punti di maggiore interesse infatti sono la Pieve preromanica in arenaria e calcare, il più antico monumento del territorio dei Montefeltro, e il Duomo romanico lombardo del sec. Xll dedicato al santo patrono Leone. Sulla punta più alta si staglia l’inespugnabile Forte, fatto costruire nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro. Qui vi furono rinchiusi Giuseppe Balsamo ossia il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini. Oggi la fortezza è visitabile, trasformata in un museo con documenti, armi, oggetti del tempo e le prigioni. Oltre ad essere ricca di storia e cultura, San Leo non è da meno riguardo prodotti gastronomici. Da provare assolutamente il formaggio con le foglie di noce, il miele di San Leo e il balsamo di Cagliostro, un liquore a base di liquirizia in onore del celebre alchimista prigioniero.

Per concludere…. Storia, cibo, e tradizioni sono il fil rouge di un viaggio sorprendente che collega questi borghi dell’Emilia Romagna… Per coloro che vogliono andare oltre Bologna, oramai declamata capitale del cibo in tutto il mondo e Modena, città natale di Massimo Bottura e Luciano Pavarotti, magistrali artisti della cucina e della lirica, perché la Food Valley dell’Emilia Romagna non è solo quella che si racconta sempre sul web, ma anche quella che si scopre per caso…

 

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